giovedì 18 ottobre 2018

HA QUARANT'ANNI LA LEGGE BASAGLIA



Dopo La vita fragile presentato a maggio a Reggio Emilia, in occasione del quarantennale della legge Basaglia, organizziamo un'altra  serata speciale in collaborazione con l’Officina delle Arti Audiovisive e il patrocinio del Comune di Parma. 


 
Proiezione del documentario “La vita non sa di nomi” di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai al Cinema Edison (ingresso gratuito), preceduta da un incontro presso l’Officina delle Arti Audiovisive con Ilaria La Fata del Centro Studi Movimenti e le autrici.

Al termine della proiezione, vi invitiamo per un piccolo aperitivo nel cortile dell’Officina, dove per l’occasione verrà realizzata un’installazione video a cura di Milo AdamiSandro Nardi  e Gianpaolo Bigoli con la proiezione del suo cortometraggio ‘Le stanze della follia’ + un reading dedicato a Franco Basaglia con l’attore Giuseppe Gaiani.

Ore 18.30 Officina delle Arti Audiovisive - Sala conferenze - Primo piano.
Incontro aperto al pubblico con le autrici del documentario e Ilaria La Fata (Centro Studi e Movimenti).

Ore 19.30 Cinema Edison  - proiezione del documentario “La vita non sa di nomi” di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai (45 min) – ingresso gratuito
Il documentario racconta un progetto di teatro e salute mentale curato a Reggio Emilia da Festina Lente Teatro. Lo sguardo è quello surreale e poetico di una compagnia di attori e attrici fuori dagli schemi. Una realtà artistica nata dal disagio e dall’esclusione, per riscoprire, a quarant’anni dalla legge Basaglia, che la fragilità è una tra le tante forme dello stare al mondo.
Ore 20.15 Piccolo aperitivo, installazione video e reading dedicato a Franco Basaglia, con l’attore Giuseppe Gaiani, Officina delle Arti Audiovisive - Cortile esterno.

Distretto del Cinema
Officina delle Arti Audiovisive
Via Mafalda di Savoia, 17/a, Parma

mercoledì 3 ottobre 2018

AIDE, canti migranti

Chiesa di San Quirino - Parma
Domenica 14 ottobre 2018 dalle 16 alle 19
nell'ambito di Verdi OFF


  Foto di Stefano Vaja

AIDE, canti migranti
progetto e regia Andreina Garella

ambientazione Mario Fontanini
Musiche Ailem Carvajal



con Kehinde Aliu, Pia Bizzi, Valentina Ceclu, Favour David, Sokhna Mariama Diakhate, Roberta Garulli, Polina Grusca, Alida Guatri, Happy John, Angela Marchetti, Enrica Mattavelli, Tina Oni, Blessing Okoromi, Angela Pagani, Teresa Portesani, Franca Pius, Isabella Prealoni, Simona Spaggiari, Patrizia Sivieri,

Silvia Tarasconi, Marta Toschi, Alem Tesfay Hagos, Elena Vezzani
 
in collaborazione con Ciac Onlus, Pozzo di Sicar, Svoltare Onlus 
Organizzazione Alida Guatri


Un’Aida contemporanea, che rispecchia e racconta la nostra società, una storia che si ripete, una storia di migrazioni e fughe, è Aide. Canti migranti” nell'allestimento di Festina Lente Teatro e Vagamonde.

Aide è una rifugiata e, come le tante che arrivano oggi in Europa, conosce bene la condizione dell’esilio, della migrazione, il significato di separazione, lontananza, speranza. Aide parla di donne e di dittatori, di guerre inutili e di oppressione ma anche di donne che si mettono in viaggio, che arrivano in luoghi nuovi, desiderose di fare. In scena 23 donne, native e migranti.

Poesia, parole ed emozioni si intrecciano e si sovrappongono in un viaggio attraverso la differenza culturale e la comunanza dei sentimenti, creando un tessuto di emozioni e sapienza. Aide aggiunge cultura a cultura, scambia memoria con memoria. Aide siamo tutte noi.




La rappresentazione è strutturata come una sorta di spettacolo itinerante, un percorso attraverso lo spazio in cui il pubblico sceglierà liberamente il proprio tragitto, coinvolto in tante micro rappresentazioni nell’ambientazione scenica curata da Mario Fontanini. Come in una camera a bolle, il passaggio degli spettatori lascerà traccia di sè e delle proprie emozioni; contaminando la scena e interagendo con le donne, il pubblico modificherà la dinamica della fruizione, creerà diversi punti di vista e avrà modo di constatare che esistono differenti modi di stare in questo mondo, tutti egualmente validi e condivisibili.



‹‹Con questo progetto vorremmo contribuire a colmare la distanza tra la realtà in cui viviamo e la nostra capacità di comprendere una società in rapida transizione, sempre più plurale e cosmopolita. Vorremmo capirne le logiche, le nuove forme sociali, di costume, di concezioni culturali, nel tentativo di raggiungere una rinnovata consapevolezza civile, che attribuisca valore alle differenze. Vorremmo creare spazi di convivenza e condivisione, relazione e scambio, spazi in cui identificarsi, ponendo domande, cercando risposte. Abbiamo riflettuto sulle parole apertura, chiusura, movimento, libertà, razzismo, cambiamento, identità, paura, ricercando nel loro significato forme tangibili di convivenza e dialogo. Tutto questo in un momento in cui si fanno leggi sulla sicurezza dimenticando la libertà dell'essere umano>>. 



 Foto di Stefano Vaja

venerdì 27 aprile 2018

PROGETTO TEATRO E SALUTE MENTALE


LA VITA FRAGILE
Ha 40 anni la Legge Basaglia

Foto Nicolò Degl'Incerti Tocci


Fondazione ITEATRI e Reggio Narra
Teatro Cavallerizza, Reggio Emilia
Sabato 19 e domenica 20 maggio 2018
ore 16.00 replica ore 18.00





Dedicato a tutti quelli che non lo fanno apposta, a chi è un poeta e non lo sa, 
a chi arriva sempre un po’ dopo e a chi lo aspetta, alla libertà, a chi è gentile, 
a chi è timido, a chi è mite, a chi non è indifferente, alle differenze, a chi tiene sempre le porte aperte, a tutte le persone nascoste, invisibili, fragili, a chi è ancora capace di ascoltare e tacere, alle parole che guariscono, alle parole fragili, a chi ha male all’anima, alla follia che è in noi, alla fragilità del silenzio, 
a chi non sa cos’è la follia, può essere tutto o niente, a chi ha dimostrato che l’impossibile può diventare possibile, che il teatro l’abbia sempre vinta!

Una visita – spettacolo per festeggiare i quarant’anni della legge Basaglia, un percorso dove, in alcuni punti, si svolgeranno, in contemporanea, diverse azioni teatrali, che si ripeteranno ininterrottamente. Gli spettatori, così come i visitatori di una mostra, possono seguire le indicazioni del percorso o scegliere liberamente il proprio tragitto e le “stazioni” in cui soffermarsi.
Nel foyer del teatro, psichiatri, artisti, storici, cittadini, racconteranno il loro rapporto con la legge Basaglia per ricordare a tutti che in Italia non si dovrà rispondere mai più al disagio psichico con l’internamento, la segregazione e l’esclusione.

Progetto e Regia Andreina Garella
Ambientazione Mario Fontanini
Musiche Banda di Quartiere diretta da Emanuele Reverberi

Con Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Marco Di Franco, Gaia Gambarelli, Monica Gandolfi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Giuliano Iembo, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Karmen Montanaro, Antonia Prandi, Gianluca Tagliavini, Massimo Torri, Aurelio Vergai.

Organizzazione Patrizia Marcuccio
Ufficio Stampa Raffaella Ilari

In collaborazione con AUSL Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia

Prenotazione obbligatoria. Cinque turni di ingresso (16.00/16.30, 16.30/17, 17.00/17.30, 18.00/18.30, 18.30/19.00). I visitatori-spettatori entreranno scaglionati in piccoli gruppi a intervalli di alcuni minuti.
Spettacolo a pagamento: posto unico 7 euro
www.iteatri.re.it
www.reggionarra.it


giovedì 7 dicembre 2017

Il film documentario La vita non sa di nomi




Sala degli Specchi del Teatro Valli Reggio Emilia
Sabato 16 dicembre ore 17, Ingresso libero

Produzione Festina Lente Teatro e Giovanna Poldi Allai
Con il contributo di Azienda USL di Reggio Emilia
Finanziamento collettivo BeCrowdy


Dall’incontro tra le due registe è nata l’idea di unire le due diverse attitudini e forme espressive per realizzare insieme un film, così da preservare nel tempo un’esperienza teatrale unica.
Il film è il racconto del progetto teatrale che a Reggio Emilia coinvolge un gruppo di persone con fragilità e disagio psichico seguite dal Dipartimento di Salute Mentale della Sanità Pubblica, alcuni operatori sanitari e i cittadini vogliosi di partecipare. Una realtà artistica nata dal disagio e dall’esclusione, una compagnia fuori dall’ordinario, che dal 2002 è in grado di emozionare e interrogare gli spettatori.Cosa significa andare in scena sul palcoscenico della vita?
È la domanda a cui tutti i protagonisti tentano di dare una risposta.Le più diverse individualità sono valorizzate e ognuno trova le sue ragioni e i suoi modi per esserci e per partecipare con determinazione e con coraggio sgretolando lo stigma, etichetta troppo sbrigativa che viene appiccicata a chi è diverso. La compagnia mostra la sua fragilità, senza vergogna, mostra altri modi di stare al mondo. Dove sta la follia? Dove sta la ragione?
Regista e attori ci lasciano nel dubbio tra chi sia matto e chi matto non è, sono troppo impegnati in corse pazze, lanciare mazzi di fiori, rubarsi la corona dalla testa, recitare ricette di cucina e interrogarsi su vertiginose questioni filosofiche, piuttosto che farci annoiare in classificazioni e graduatorie inutili. A quarant’anni dalla legge Basaglia.



martedì 3 ottobre 2017

PROGETTO TEATRO E SALUTE MENTALE



IL MERAVIGLIOSO ORDINARIO
30 novembre, 1 dicembre 2017 Teatro Cavallerizza, Reggio Emilia
 
I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. I giornali mi annoiano, non mi insegnano niente; quello che raccontano non mi riguarda, non mi interroga né tanto meno risponde alle domande che mi pongo o che vorrei porre. Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto, tutto il resto, dov’è? Quello che succede ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo, l'abituale dov'è?                                            
George Perec
                                                                                    
In scena un gruppo fuori dall’ordinario composto da persone che soffrono di disagio psichico, che con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo, vogliono liberarsi da imposizioni che imprigionano, vogliono rendere straordinario l’ordinario. Vorremmo raccontare storie ordinarie, fatte di persone, di desideri, di passioni.

Una piccola rivoluzione la nostra, ci si riappropria di tutto ciò che consideriamo
banale: la cura di noi stessi, delle nostre care cose, degli altri.

Una piccola grande ordinaria rivoluzione: recuperiamo lentezza, ascolto, empatia, portiamo dentro quello che prima era fuori e fuori quello che era dentro. Una piccola grande rivoluzione, la vita autentica si impone alla forma e la vita irrompe sul palcoscenico mettendo in crisi la finzione. Un teatro fatto di persone, attori fuori dagli schemi, capaci di trasformare la fatica del vivere in poesia e di offrirsi al pubblico con la sincerità del proprio corpo, dei propri movimenti, della propria voce.

Dal 2002 Festina Lente Teatro porta avanti un progetto teatrale in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Reggio Emilia, Scandiano e San Polo, nell’ambito del progetto della Regione Emilia-Romagna “teatro e salute mentale”, con la Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia e con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia.


Progetto e Regia: Andreina Garella
Ambientazione: Mario Fontanini
 

Con: Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Lorena Bianchini, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Valeria Ferrari, Elia Ferri, Bruna Fogola, Enrico Franchi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Elena Manenti, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Antonia Prandi,  Consuelo Tamburrino, Massimo Torri, Aurelio Vergai.

Musiche: Banda di Quartiere, diretta da Emanuele Reverberi

Organizzazione: Patrizia Marcuccio
Ufficio Stampa: Raffaella Ilari