mercoledì 26 aprile 2017

LA TERRA DESOLATA





con Leyla Akgul, Maria Anusca, Nissrin Baradii, Fridous Benson, Hasna Belouad, Olga Budistean, 
Pia Bizzi, Nuria Cabanas, Claudia D’Auria, Ilaria Donelli,Sokhna Mariama Diakhate, Roberta Garulli, Alida Guatri, Polina Gusca,Christiana Gnoukouri, Angela Marchetti, Enrica Mattavelli, Flora N'gbo, Glory Okojie, Teresa Portesani, Elena Ricci, Simona Spaggiari, Patrizia Sivieri,Silvia Tarasconi, Marta Toschi, Elena Vezzani

regia Andreina Garella
ambientazione Mario Fontanini 
al piano Ailem Carvajal Gomez
Foto Caterina Orzi
organizzazione Alida Guatri 
Ufficio Stampa Raffaella Ilari

“Ma una cosa è certa: costruire muri al posto di ponti e chiudersi in stanze insonorizzate,
non porterà altro che a una terra desolata, di separazione reciproca,
che aggraverà soltanto i problemi.”  
Zygmunt Bauman

I muri sono pesanti, sigillano, segregano, separano e nel proliferare di muri, barriere, reclusioni, in società tecnologicamente avanzatissime e psicologicamente fragilissime, diventa urgente riflettere sulle paure, sull’ignoranza e le ragioni che spingono a rinchiuderci/rinchiudere, separarci/separare, fermarci/fermare.

A partire da queste riflessioni, così come da numerosi stimoli culturali offerti dal pensiero di Zygmunt Baumann, nasce “La terra desolata” il nuovo progetto teatrale di Festina Lente Teatro, regia Andreina Garella, ambientazione Mario Fontanini, che andrà in scena domenica 7 maggio (dalle 16 alle 18; ingresso gratuito) a Parma nella Chiesa sconsacrata di San Quirino (b.go Romagnosi 1/a).
In scena 27 donne migranti, profughe, richiedenti asilo e native. Donne che coraggiosamente si mettono in viaggio, a volte fuggono, arrivano in luoghi nuovi e diversi, desiderose di fare.

“La terra desolata” nasce da un laboratorio teatrale rivolto ad un gruppo di ventisette donne, iniziato nel mese di febbraio e strutturato in una ventina di incontri, realizzato da Festina Lente Teatro e Associazione Vagamonde, con il contributo di Comune di Parma e Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Forum Solidarietà, Consorzio Solidarietà Sociale, con il Tavolo dell’accoglienza femminile (nato nell’ambito del Protocollo per la presa in carico delle vittime e potenziali vittime di tratta) e la rete di associazioni che si occupano di migrazione, inclusione, accoglienza.

Raccontano, aggiungono cultura a cultura, scambiano memoria con memoria: il teatro diventa scambio e incontro, il luogo dove poesia, parole ed emozioni si intrecciano e si sovrappongono in un viaggio attraverso le differenze di cultura e la comunanza dei sentimenti, creando un tessuto di emozioni e di sapienza. Uno strumento per superare le differenze culturali, senza cancellarle e favorire relazioni nuove e inedite.
Attraverso il teatro si permette di confrontarsi con la propria condizione di sradicamento: si dà voce ai racconti delle donne, per capire, aprirsi, accogliere e, forse, anche il teatro potrà fare da guida nell’individuare una strada possibile.

Lo spettacolo sarà strutturato come una sorta di visita, un percorso attraverso lo spazio dove, in alcuni punti, si svolgeranno, in contemporanea, diverse azioni teatrali, che si ripetono ininterrottamente.
Parte integrante sarà la video installazione realizzata da Migrabilia, un laboratorio, composto da ragazzi, richiedenti asilo e rifugiati di Ciac Onlus - Parma, condotto da Giovanna Poldi Allai.

Da 14 anni Festina Lente Teatro, in collaborazione con Vagamonde, porta avanti un’articolata esperienza teatrale, rivolta a donne migranti e native, nella quale si è sviluppato uno scambio creativo fra diverse culture: un teatro portatore di pari opportunità, uno strumento privilegiato di educazione e di integrazione sociale. In questi anni hanno indagato temi quali il viaggio migratorio, le diverse forme di discriminazione ed esclusione sociale, i diritti sanciti e quelli negati, la violenza di genere.

sabato 5 novembre 2016

Il Film LA VITA NON SA DI NOMI






La vita non sa di nomi sarà un film di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai sul Progetto Teatro e Salute Mentale, un documentario sui tredici anni di attività teatrale realizzata da Festina Lente Teatro in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia.
Per realizzare il film è stato scelto il crowdfunding, un finanziamento collettivo dal basso aperto a tutti, un progetto di tutti, costruito da tutti, dove ognuno può ritrovare una parte di se e condividerne lo spirito. “Ci piacerebbe che intorno a questo progetto si crei una comunità che ci appoggia, ci sostenga e si riconosca nei valori del nostro gruppo.”
In questi anni si è formato un gruppo di attori fuori dagli schemi che hanno messo in scena 12 spettacoli.
Il Film vuole raccontare attraverso le visioni poetiche degli attori, il rapporto fra normalità e follia, verità e finzione, mettendo a nudo fragilità, contraddizioni, irrazionalità sempre diverse nel tentativo di comprendere meglio il mondo, per ribadire il diritto di essere uomini e donne con debolezze e incertezze fisiologiche, in contrapposizione alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo. Uomini e donne emozionati ed emozionabili, condizioni che in nome del benessere vengono continuamente censurate.
Vorremmo lasciare che la fragilità emerga e si trasformi in forza per dimostrare, come diceva Pirandello, che "si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme…"